https://centrostudiprobioticanutrizione.it/wp-content/uploads/2024/11/Corso-Probiotici-Luciano-Lozio.jpg
419
535
Barbara Isidoro
https://centrostudiprobioticanutrizione.it/wp-content/uploads/2022/01/logo-svg.svg
Barbara Isidoro2024-11-13 10:11:422024-11-19 16:42:13Introduzione alla probioticaIl lato nascosto degli alimenti ultra-processati
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha rivolto crescente attenzione agli effetti degli additivi alimentari sulla salute intestinale. Tra questi, gli emulsionanti e gli addensanti utilizzati dall’industria alimentare per migliorare consistenza, stabilità e conservazione dei prodotti confezionati stanno emergendo come possibili fattori di alterazione del microbiota intestinale e della barriera mucosale.
Si stima che tali sostanze siano presenti in una larga percentuale degli alimenti ultra-processati comunemente consumati: pane industriale, gelati, dessert, salse, yogurt aromatizzati, prodotti da forno confezionati, snack e piatti pronti. Tra gli additivi maggiormente studiati figurano la carbossimetilcellulosa (E466), i mono e digliceridi degli acidi grassi (E471) e altri emulsionanti utilizzati per mantenere omogenee le miscele di acqua e grassi.
Cosa succede all’intestino?
L’intestino umano è protetto da una sottile barriera mucosa che separa il microbiota dalla parete intestinale. Questo strato rappresenta una delle principali difese immunitarie dell’organismo.
Recenti studi hanno evidenziato che alcuni emulsionanti possono modificare la composizione del microbiota, riducendo la presenza di specie batteriche benefiche e favorendo la crescita di microrganismi pro-infiammatori. In particolare, è stata osservata una riduzione dei batteri produttori di acidi grassi a corta catena (SCFA), tra cui butirrato, propionato e acetato, metaboliti essenziali per il mantenimento dell’integrità della mucosa intestinale e della tolleranza immunitaria.
Quando la produzione di questi metaboliti diminuisce, lo strato di muco tende ad assottigliarsi, consentendo un maggiore contatto tra batteri e cellule epiteliali intestinali. Questa condizione favorisce una risposta immunitaria cronica di basso grado, oggi considerata uno dei principali meccanismi alla base di numerose patologie metaboliche e infiammatorie.
Le evidenze cliniche sull’uomo
Per molti anni le evidenze provenivano quasi esclusivamente da modelli animali. Tuttavia, studi clinici recenti stanno confermando che il fenomeno potrebbe essere rilevante anche nell’uomo.
Particolare interesse ha suscitato il lavoro del gruppo di ricerca guidato da Benoit Chassaing e Mathilde Touvier, che ha osservato come l’assunzione di carbossimetilcellulosa possa modificare rapidamente la composizione del microbiota intestinale, riducendone la biodiversità e alterando la produzione di metaboliti protettivi.
Parallelamente, i dati della coorte francese NutriNet-Santé, che segue decine di migliaia di soggetti, hanno evidenziato associazioni tra elevato consumo di emulsionanti e incremento del rischio cardiovascolare e metabolico.
Sebbene non sia ancora possibile stabilire un rapporto causale definitivo, il numero crescente di evidenze suggerisce che l’esposizione cronica agli emulsionanti possa rappresentare un fattore ambientale importante nella genesi delle malattie croniche non trasmissibili.
Microbiota, permeabilità intestinale e infiammazione sistemica
La disbiosi indotta dagli additivi alimentari non sembra limitarsi al tratto gastrointestinale.
La perdita di integrità della barriera intestinale favorisce il passaggio di endotossine batteriche nel circolo sanguigno, fenomeno noto come endotossiemia metabolica. Questa condizione è stata associata a:
- obesità;
- sindrome metabolica;
- diabete mellito tipo 2;
- steatosi epatica metabolica (MAFLD);
- malattie cardiovascolari;
- disturbi neuroinfiammatori.
L’infiammazione cronica di basso grado che ne deriva rappresenta oggi uno dei principali target della medicina preventiva e della nutrizione funzionale.
Il ruolo protettivo di fibre, probiotici e postbiotici
L’effetto degli emulsionanti appare particolarmente marcato nei soggetti che seguono una dieta povera di fibre vegetali.
Al contrario, un’alimentazione ricca di alimenti integrali, verdura, legumi e polifenoli favorisce la crescita di specie benefiche come Akkermansia muciniphila, nota per la sua capacità di rafforzare la barriera mucosa intestinale.
Anche l’integrazione con specifici probiotici può contribuire a contrastare gli effetti della disbiosi. Tra i ceppi maggiormente studiati troviamo:
- Lactobacillus rhamnosus GG
- Lacticaseibacillus paracasei
- Bifidobacterium longum
- Bifidobacterium lactis
Particolare interesse rivestono inoltre i postbiotici, ovvero metaboliti batterici bioattivi come il butirrato, che contribuiscono direttamente al mantenimento dell’integrità epiteliale e alla modulazione della risposta immunitaria.
Implicazioni pratiche per il professionista sanitario
Per il clinico diventa sempre più importante non limitarsi alla valutazione dei macronutrienti o dell’apporto calorico, ma considerare anche il grado di trasformazione industriale degli alimenti.
La lettura delle etichette alimentari dovrebbe diventare parte integrante dell’educazione nutrizionale del paziente, soprattutto nei soggetti con:
- sindrome dell’intestino irritabile;
- malattie infiammatorie croniche intestinali;
- obesità;
- sindrome metabolica;
- diabete tipo 2;
- patologie cardiovascolari.
Ridurre il consumo di alimenti ultra-processati e favorire una dieta ricca di fibre fermentabili rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per preservare la salute del microbiota.
Conclusioni
Le evidenze scientifiche più recenti indicano che alcuni emulsionanti alimentari comunemente presenti nei prodotti confezionati potrebbero alterare il microbiota intestinale, compromettere la barriera mucosa e favorire processi infiammatori cronici. Sebbene siano necessari ulteriori studi clinici per definire con precisione il rischio individuale, il principio di prudenza suggerisce di limitare il consumo abituale di alimenti ultra-processati e di promuovere strategie nutrizionali volte a sostenere la biodiversità microbica intestinale.
Vuoi implementare le tue conoscenze in materia?
Scopri di più cliccando qui
Scopri i nostri corsi
References
Bibliografia
- Chassaing B, et al. Dietary emulsifiers directly alter human gut microbiota composition and function. Gastroenterology. 2022.
- Touvier M, Srour B, et al. Food additive emulsifiers and risk of cardiovascular disease in the NutriNet-Santé cohort. BMJ. 2023.
- Viennois E, Merlin D, Chassaing B. Dietary emulsifier-induced low-grade inflammation promotes colon carcinogenesis. Cancer Research. 2017.
- Rocca A. Il complesso mondo degli additivi: implicazioni metaboliche e microbiota. JAMD. 2025.
- Fondazione Umberto Veronesi. Malattie infiammatorie dell’intestino: sotto esame gli additivi alimentari. 2015.
- Greenreport. Un comune additivo alimentare altera il microbiota umano e l’ambiente intestinale. 2021.
- Internazionale. Gli emulsionanti a tavola: possibili effetti sulla salute intestinale. 2023.
- Articolo divulgativo di sintesi: “Questo additivo è presente nel 70% dei prodotti confezionati: cosa provoca all’intestino”. Scienze Notizie, 9 giugno 2026.
NEWSLETTER
Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre informato sull’attivazione di nuovi corsi, sulla pubblicazione di nuovi articoli scientifici e sulle iniziative del Centro Studi di Probiotica e Nutrizione
ARTICOLI RECENTI
CORSI ATTIVI





